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La Madre di Dio e i santi


La festa della Madonna del “Buon Consiglio”

a San Giorgio Albanese


Da ventisette anni, nella seconda domenica di agosto, a San Giorgio Albanese, si festeggia la Madonna del “Buon Consiglio”. Negli anni antecedenti, la festa si svolgeva l’otto settembre, per celebrare la ricorrenza della Natività della Santa Vergine. Ma l’attuale parroco, don Vittorio Scirchio, ha voluto abbinare la festa degli emigranti da lui istituita con quella della Madonna del “Buon Consiglio”. Questa unificazione fu bene accettata da tutti, infatti, partecipano tutti gli emigranti che ritornano in paese per trascorrere le ferie in compagnia di parenti ed amici e numerosi prendono parte alla processione che la sera si snoda per le vie del paese. Prima veniva portata la statua intera, ora, per motivi pratici, soltanto l’icona. Infatti la statua è costituita da un’icona che rappresenta la Madonna con il Bambino, la quale è sorretta da alcuni angeli e che poggia su un piedistallo, su cui sono poste delle statuette, che rappresentano antichi notabili albanesi. La nostra icona riproduce quella di Genazzano (Roma), la quale è stata ritenuta da alcuni critici d’arte come esempio di iconografia bizantina, arricchita con la tecnica del colore veneziano.

Il poeta sacerdote sangiorgese Giulio Varibobba ha dedicato alla Madonna del “Buon Consiglio” una bellissima kalimera (un canto in versi di natura religiosa), che ancora si canta in chiesa, nel primo pomeriggio del giorno della festa e ricorda il miracolo dell’icona della Madonna, che, dopo la morte dell’eroe nazionale Giorgio Kastriota Skanderberg, appena si affacciarono i turchi nel 1467 si staccò dal muro di una chiesetta di Scutari e accompagnata da uno stuolo di angeli e da tanti signori importanti albanesi, attraversò il mare Adriatico e giunse in Italia.


Giulio Varibobba così canta:


Rrëtrati it i mir

Skutarin ndëroi,

ma iku e u partir

porsa turku façoi.

La tua bella immagine

Ha onorato Scutari,

ma andò via

non appena comparve il turco



Mëpar se të fjuturon

Andej kjo Perëndesh

Lleçenx vate kërkon

Bularëvet arbëresh.

Ma prima di andarsene

Di la questa Regina

Andò a licenziarsi

Dai signori albanesi.



Mbiatuth u shkit ka muri

E si zok fjuturoi,

U shkqit mo se kulluri,

ma muri atje qëndroi.

Si staccò subito da muro

E come uccello volò,

si staccò solo l’immagine,

ma il muro là rimase.



Një mjegull si kullon

Ditën i kumbanjar,

si zjarrm’ nj’atër kullon

natën i lluminar.

Una nuvola come colonna

li accompagnava di giorno,

un’altra colonna come di fuoco

li illuminava di notte.


Ma appena apparve Roma, la Madonna scomparve e la nobile compagnia di albanesi, rimase desolata e andava chiedendo a tutti se avessero visto una grande signora, la Signora Santa Maria: “mos patë një zonj të madhe? Patë zonjen shën Mëri?”. Dopo un lungo pellegrinare, seppero che era arrivata in una cittadina vicino a Roma, chiamata Genazzano, dove, con grande gioia la raggiunsero. Quindi l’icona cioè, un rettangolo di intonaco affrescato, andò a fermarsi in una parete di una chiesa di Gennazzano, alla cui costruzione, come afferma il Varibobba, aveva contribuito la beata Petruccia. Costei era una donna molto devota, ma tanto povera e quando le apparve la Madonna e le ha chiesto di costruire una grande chiesa rimase impietrita e poi rispose: “Come posso costruirti una chiesa, tu sai quanto sono povera?”. Ma la Madonna soggiunse: “Col mio aiuto tu costruirai un grande tempio”. Infatti cosi avvenne, tra lo stupore dei compaesani, che la ritennero pazza. Terminati i lavori la Madonna partì da Scutari e arrivò a Genazzano, mentre le campane da sole suonavano a festa. La Madonna nella sua nuova sede compì molti miracoli, richiamando tanti pellegrini, come è testimoniato dai numerosi ex voto in oro, argento e marmo.


Con le offerte non solo si poté completare la chiesa, splendida come il sole, ma si poté realizzare anche un bel convento. Dal libro “Divinamente apparve questa immagine” pubblicato a cura dei padri Agostiniani del Santuario del Buon Consiglio di Genazzano, si possono desumere molte notizie, alcune fanno parte di una pia tradizione, ma altre sono autenticate da atti notarili, come quelle che testimoniano la presenza di albanesi nella cittadina. Nel secolo diciannovesimo i vescovi albanesi proclamarono ufficialmente la Madonna del “Buon Consiglio” patrona dell’Albania. Nel 1932 un grande pellegrinaggio nazionale albanese, presieduto dall’arcivescovo di Scutari, venne a Genazzano e a ricordo fu posta una lapide tutt’ora conservata, dov’è scritto: “Torna Signora in Albania”. Questa tradizione orale, che dura da cinquecento anni lega due popoli, quello italiano e quello albanese, molto diversi per lingua e cultura e non è pensabile che si siano messi d’accordo per escogitare un imbroglio. Il compianto santo padre, Giovanni Paolo II, prima di fare una rapida visita in Albania dopo la caduta del regime comunista, venne a Genazzano ed ha dichiarato: “L’icona della Madonna del Buon Consiglio proviene da Scutari; secondo una pia tradizione essa lasciò la chiesa che la ospitava scampando così miracolosamente all’invasione turca del 1467”. I cattolici albanesi sono convinti che la Madonna del “Buon Consiglio” li ha aiutati e li ha liberati dalla terribile dittatura comunista che con orgoglio si era dichiarata ufficialmente atea e perseguitava ferocemente chiunque professasse un credo religioso.

 

Achiropita Mingrone




Pubblicato Sabato 09 Agosto 2008 - 07:07 (letto 936 volte)

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