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La Prequaresima 2008 ❈❈❈❈❈❈❈❈❈❈❈❈❈❈❈❈❈❈ Quest'anno a causa della data di Pasqua molto bassa il ciclo natalizio si interseca con il ciclo prequaresimale. Domenica 13 gennaio 2008 è la domenica dopo l'Epifania, ma è anche l'inizio del Triodion (Libro Quaresimale) con la cosiddetta “Domenica del Fariseo e del Pubblicano”. Il Tipikon prescrive però che la festa dell'Epifania del Signore ha la precedenza, perciò la lettura del Vangelo è quella della Domenica dopo l'Epifania. Questa pericope tratta da Matteo 4.12-17 apre infinitamente gli orizzonti della missione di Gesù a tutte le genti, essendo venuto come luce per diradare le tenebre del male e del peccato e liberare dall'oppressione. La fase conclusiva della pericope “convertitevi perché il Regno dei Cieli è vicino” facilita il collegamento con la parabola del Fariseo e del Pubblicano che in pratica contiene lo stesso invito. Gesù è venuto per diradare le tenebre che da molto tempo avvolgevano il mondo e in lui si compiono le promesse e le speranze dell'Antico Testamento.
- Con la parabola, il Signore ci invita a rientrare in noi stessi per esaminarci e scoprirci peccatori, bisognevoli della misericordia di Dio e quindi del perdono. Fare nostra la preghiera liturgica prima della comunione “sei venuto nel mondo per salvare i peccatori, il primo dei quali sono io” è difatti quello che Gesù esige dalla richiesta di convertirsi. Si converte chi si riconosce il peggiore di tutti e lo dichiara davanti a Dio battendosi il petto, in segno di contrizione, come il Pubblicano. Se non abbiamo il coraggio di questo segno di umiltà non siamo pronti a iniziare un cammino di conversione. Così nella seconda domenica del Triodion (del Figliol prodigo) il figlio più giovane trovandosi nella condizione miserevole di guardiano dei porci, riflette sulla sua situazione, ripensa alla casa del Padre, si pente e deciso dice: “mi alzerò e ritornerò alla casa del Padre....”. Il gesto di umiltà, il riconoscimento di aver raggiunto il fondo della miseria umana conferiscono all'uomo l'input a ripercorrere a ritroso la strada. La Quaresima non è altro che un cammino di ritorno al Padre, sorretti dalla virtù dell'umiltà. Infatti le tre settimane di preparazione ci presentano la situazione dell'uomo decaduto e quindi l'abbandono della casa del Padre.
- Parlare di conversione, pentimento, cambiamento di mentalità e pronunciare queste parole in un contesto come quello di oggi è veramente arduo e difficile che possano essere comprese. Riprendesi con un gesto di umiltà e dare una sterzata alla propria vita è oggi alquanto insolito. Quello che conta pare sia poter prevalere sugli altri e quindi superarli sempre. Così è al giorno d'oggi un gesto di umiltà: solamente un atto di ipocrisia strumentalizzato al poter apparire.
- La domenica è divenuta il giorno di evasione dalla realtà casalinga e abituale, la si trascorre agli stadi, ai grandi supermercati dove si ha anche il coraggio di trascorrervi una giornata intera. Uscire per andare a mangiare di qua e di la con i bambini che hanno appreso egregiamente l'esempio dei genitori. I giovani adolescenti dormono e di notte (non che lavorino o studino) si divertono. Non so fino a quando potrà reggersi una società di questo tipo. Colui che si sente cristiano non deve vergognarsi di manifestare la propria fede ed agire di conseguenza. A noi cristiani la Chiesa propone il sabato prima della Domenica di Carnevale la realtà della morte e la sua certezza. “Che giova all'uomo guadagnare il mondo intero se poi perde la sua anima?”. La terza domenica della prequaresima contempliamo il grandioso mistero del giudizio universale. Il Signore verrà nel mondo una seconda volta, ma non nella semplicità e umiltà del presepe, ma come Cristo giudice. Davanti a lui saranno radunate tutte le genti vissute sulla terra per il giudizio finale. In che cosa verterà il giudizio del Cristo, che separa gli uomini come il pastore separa le pecore dai capri? “venite a me voi tutti...perché ho avuto fame e mi avete dato da mangiare...”. “Via da me maledetti nel fuoco eterno ... perché ho avuto fame e non mi avete dato da mangiare ....”. Il giudizio di Cristo verterà sull'amore per l'altro, per il più debole, per l'ultimo. «Quello che avete o non avete fatto agli altri è come se fosse stato fatto a me». La croce di Cristo sospesa sul mondo sarà come una bilancia per l'umanità. Per poteressere annoverati tra le pecore alla destra del Signore è necessaria la conversione, come quella del buon ladrone che nell'illuminazione della conversione ravvisò nel Cristo che moriva accanto a lui il Salvatore e lo confessò: “Ricordatidi me o Signore nel tuo Regno”.
Pubblicato Domenica 27 Gennaio 2008 - 10:41 (letto 846 volte)
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