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La vita in Cristo


Natale ed Epifania del Signore

 

 

Il nostro Dio misericordioso ancora una volta ci ha resi degni di poter gioire, adorare e contemplare la sua manifestazione nella nascita e nel battesimo al fiume Giordano.
Dobbiamo a Matteo e Luca la storia di Gesù che nasce e cresce. Ambedue nel loro vangelo dell'infanzia riferiscono episodi identici o che si diversificano ma che hanno la stesso scopo: sottolineare il compimento delle scritture in Gesù di di Nazareth.

 

Sia Luca che Matteo riportano una loro genealogia per sottolineare l'umanità di Gesù. Situano la nascita del Bambino in un contesto storico ben preciso e in un ambiente geografico ben delimitato.
Nell'annunciazione a Maria incomincia la rivelazione della realizzazione del piano salvifico di Dio per la redenzione dell'umanità decaduta. Con determinazione l'evangelista annuncia per bocca dell'angelo l'inaudita notizia: ella, Maria la vergine ignara di nozze concepirà per opera dello Spirito Santo e darà alla luce un bambino, chiamato Gesù che sarà figlio dell'Altissimo e l'Emanuele, il Dio con noi. L'incarnazione del Verbo, del Figlio. «E il Verbo divenne carne ...(Vangelo di Giovanni) » perché “abbassò i cieli e discese” (Gregorio Palamas). Concepimento straordinario (per opera dello Spirito Santo), nascita straordinaria (Maria rimane Vergine). Il nato da lei è un bambino piccolo, fragile, avvolto in fasce, giacente in una mangiatoia di animali, ma è anche il Dio eterno, il Creatore, il Signore di ogni cosa. Solo l'amore l'ha fatto diventare uomo, assumendo la natura umana, facendosi solidale eccetto che nel peccato. Infatti dovendo liberare l'uomo dal peccato doveva essere libero dal peccato.
Epifania nascosta: Dio appare tra gli uomini in modo discreto, nascosto, silenzioso. Solo Maria conosce il mistero che si compie in lui e attraverso di lei. La nascita del Redentore viene manifestata dagli Angeli solo a Giuseppe e ai pastori che gioiscono.
Anche ai magi l'annuncio viene fatto da una stella che come una bocca (osper stoma) nel cielo, secondo la liturgia dei vespri, chiama tutte le genti, anche le più lontane per ravvisare nel bambino che è nato il Redentore del mondo. Anche Erode attraverso i Magi ricevette in modo indiretto l'annuncio della nascita del Messia, ma invece di gioire come i pastori e i Magi, rimane turbato.Mentre della nascita e degli episodi dell'infanzia ci riferiscono solo Luca e Matteo, sul battesimo del Signore nel Giordano tutti e quattro gli evangelisti concordano. Allora avviene la duplice epifania-manifestazione della divinità: la proclamazione come Figlio e Messia di Gesù e la manifestazione della Trinità. La festa del Battesimo di Gesù al sei gennaio è molto antica. Pare che l'origine sia in Egitto, Antiochia e poi anche a Gerusalemme. Ci si recava in pellegrinaggio al Giordano e venivano benedette le acque. Infatti rito proprio dell'Epifania è la benedizione delle acque (aghiasmòs) celebrata in modo solenne in tutte le chiese orientali.
La chiesa invoca la discesa sull'acqua della potenza del Santo Spirito che rinnova la grazia del battesimo. La benedizione si svolge due volte: la vigilia dell'Epifania dentro la chiesa e il giorno della festa, dopo la Divina Liturgia nelle rive dei fiumi, nei laghi, nelle grandi fontane, al mare. Le acque si benedicono con il Trcerio a simboleggiare la partecipazione delle tre persone divine. Poi viene immersa la croce benedizionale per tre volte al canto del tropario della festa. Tutte le acque simbolicamente vengono benedette. Dice l'ufficiatura: “ oggi le acque del Giordano, ed insieme tutte le acque che poi la chiesa userà sono benedette e santificate dalla grazia che irradia dall'umanità del Verbo... è distrutta l'inumana potenza di schiavitù e di morte che deteneva il peccato...”.

L'icona del battesimo è tratta direttamente dal racconto evangelico, non dipende come altre iconi dagli apocrifi. Nell'icona la meravigliosa scena del Giordano è tradotta in immane. Al centro c'è il Cristo (nudo) immerso totalmente nelle acque del Giordano. Giovanni battista compie con la mano l'atto del battesimo, mentre dal cielo, da una tonda blu parte un raggio che scende verso il Cristo, la compiacenza del Padre. Il raggio culmina in un cerchietto dove c'è la colomba (lo Spirito Santo). All'interno del fiume notiamo due figure: una maschile che rappresenta il Giordano e una femminile che rappresenta il mare. Cristo è nudo perché rappresenta l'uomo che rinasce: egli rappresenta l'uomo che è nato da Dio. Cristo è nudo come lo era Adamo nel Paradiso prima del peccato. Gesù infatti è qui come nuovo “Adamo”. Nell'icona il Cristo sembra scaturire dagli elementi del creato. Durante tutta la sua vita e nelle varie circostanze Gesù ha usato con profondi significati teologici l'elemento dell'acqua. Tutte le chiese, sia d'oriente che di occidente, attraverso l'esegesi dei Padri, ha sempre bene interpretato i vari episodi con la simbologia dell'acqua che si riferisce al battesimo cristiano ed allo Spirito Santo: il discorso di Gesù con Nicodemo ed il riferimento alla rinascita dell'uomo dall'acqua e dallo Spirito; le nozze di Cana con l'acqua che si trasforma in vino; Gesù al pozzo con la samaritana; l'acqua e il sangue che scaturiscono dal suo costato trafitto. L'amore che si manifesterà in Gesù fino all'eterno.
 
D.V.



Pubblicato Venerdi 11 Gennaio 2008 - 00:00 (letto 1017 volte)

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